Arte Pubblica?

Anni '60. Francia, Germania. La crisi della città come sistema unitario disorienta abitanti e artisti. Questi ultimi, spinti dalle pubbliche amministrazioni, si mettono al lavoro; dedicandosi inizialmente alle aree degradate ed alle periferie metropolitane, tentano la realizzazione di opere che portino ad una riqualificazione del territorio.
Ben presto, però, l'attenzione si concentra sul rapporto Luogo Abitato/Abitante e si giunge ad una progettualità artistica che li vede entrambi come protagonisti. Le interrelazioni tra spazio e cittadino diventano fulcro per gli interventi.

Emergono modalità operative che non solo indagano lo spazio fisico, ma che soprattutto si concentrano sulla dimensione sociale e politica del vivere collettivo.

L’arte prende coscienza; in primo luogo, del radicale mutamento della società e, in secondo luogo, della necessità di uscire dal contesto in cui per secoli è stata collocata.
Un'innovativa modalità espressiva, mira alla riattivazione sociale e diventa strumento di osservazione dei cambiamenti culturali e spaziali delle aree urbane. Un diverso sguardo sul contemporaneo suggerisce nuove letture per la dinamicità del territorio.

La Public Art inizia il suo cammino, rifiuta il museo e tenta l'inserimento diretto nel tessuto urbano.

Oggi, sempre alla ricerca di maggiori possibilità comunicative, gli artisti continuano a sondare, a spaziare nei mondi delle Arti Visive e dei media; vanno incontro alla gente, utilizzano linguaggi provenienti da innumerevoli ambiti sociali, professionali oltre che artistici.

Performance, installazioni, progetti di comunicazione entrano negli spazi pubblici, occupano le vie cittadine, si appropriano di vocabolari stilistici e linguistici propri della comunità.
Poco alla volta, l’Arte Pubblica si modifica, assumendo sempre più numerose sfaccettature; si fa Sociale, Partecipata, della Community, di Servizio. Cresce e sperimenta, vuole stare costantemente al passo con i cambiamenti della società, deve trovare sempre nuovi modi per sollecitare la lettura del territorio e spingere a riflessioni sulla condizione del contemporaneo.

L’Arte Pubblica si fa carico di una responsabilità sociale, che la stimola e la contestualizza.
Come avesse una missione, si fa critica e flessibile, si mette al servizio del cittadino.

Manifesto di un artista onesto
L'artista di Arte Pubblica si sente, lui per primo, coinvolto dalle dinamiche culturali e sociali; abita il reale, sa di essere uno dei tanti soggetti/oggetti del contemporaneo. Protagonista della realtà che vive come di quella in cui va ad agire, sa di dover avere uno sguardo sincero nei confronti di ciò che osserva.
Fortemente critico, si inventa antropologo, sfrutta la propria capacità di osservazione, si ritrova architetto. Diventa poeta. Lavora, talvolta con ironia, sul piano simbolico, affettivo e psicologico.
Utilizza strumenti della tradizione o innovativi e spesso azzarda letture provocatorie della condizione umana; ritiene leciti tutti i mezzi artistici che lo mettano in condizione di aprire dialoghi o lanciare spunti per riflessioni nuove.

L'artista di Arte Pubblica interviene in luoghi specifici (dello spazio, nella mente, della società). Ne studia il senso, la memoria, la storia; ne coglie il valore etico e quello pratico.
L'artista di Arte Pubblica talvolta sembra parlare a sproposito; « il suo modo di Abitare, poetico e responsabile sembra trasvolare oltre il reale».