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Queste dinamiche richiamano antichi riti collettivi di identificazione, di cui, in un contesto occidentale, si è persa consapevolezza.

Attraverso gli archetipi utilizzati come chiave di lettura della realtà, si tenta di risvegliare contenuti sopiti, e di riportarli alla mente conscia, che cercherà a sua volta di rappresentare nuovamente nel mondo visibile tali contenuti.
Si carica un'immagine di un valore rinnovato che la società aveva perso e abbandonato.

“Ho sentito urla di furore
di generazioni, senza più passato,
di neo-primitivi rozzi cibernetici signori degli anelli
orgoglio dei manicomi”
(F.Battiato – Shock in my town)

Il tipo di trasmissione scelto è molto sottile.
Il simbolo, è usato per rafforzare un messaggio che sarebbe altrimenti inesprimibile dal solo pensiero logico, appoggiandosi su elementi intuitivi ed emotivi.
Si chiamano in causa dinamiche psichiche non sempre dimostrabili, ma sulla base della simbologia e del ruolo sociale dell'arte, si riscopre la funzione religiosa della stessa, quella di riunire.

Con l'accezione più ampia della parola religione si vuole esprimere la possibilità data all'uomo di riunirsi con un'entità di ordine superiore, dentro di sé e nella comunità.
Allargando i contenuti la comunità si estende nel tempo e nello spazio, si attinge da un passato lontano e comune, un contenuto riconoscibile, che regge il suo valore contemporaneo.
Tramite la partecipazione ad un'azione, alla quale è dato valore sociale, si partecipa ad una manifestazione di ordine religioso in cui ogni individuo si riconosce come parte di tale collettività.

Si attua un processo di neoidentificazione che aiuta a rafforzare il senso di appartenenza ad un gruppo che non è solo un insieme di “altri” ma assume valore di “noi”.

…l'uomo senza relazioni non possiede totalità, perché la totalità è raggiungibile solo attraverso l'Anima, la quale, dal canto suo non può esistere senza la sua controparte, che si trova sempre nel tu. La totalità consiste nella combinazione di io e tu, che appaiono come parti di una unicità trascendente la cui essenza non può essere afferrata che simbolicamente…” (C. G. Jung).

T. M.

 

Bibliografia
C. G. JUNG, “ L'uomo e i suoi simboli ”, Saggistica TEA, Milano 2007
J. CHAVALIER, A. GHEERBRANT “ Dizionario dei simboli ”, BUR Dizionari, Milano 2005